Monday 06th of September 2010

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Benvenuto nel portale dell'ITSAS MAZZOCCHI di Ascoli Piceno
Adeguamento calendario scolastico 2010/2011 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 08 Luglio 2010 11:30

Si comunica che il Consiglio d’Istituto, nella seduta n°394 del 29 giugno 2010, ha deliberato il seguente

adattamento al calendario scolastico, per l’a.s. 2010/2011, approvato dalla Regione Marche con DGR n.803 del 17 maggio 2010

 

®    Inizio lezioni                                      13 settembre 2010

®    Sospensione delle lezioni                 Natale : dal 24 dicembre 2010 all’ 8 gennaio;

                                                                       Pasqua: dal 21 aprile 2011 al 26 aprile 2011;

                                                                       Carnevale dal 7 marzo 2011 al 9 marzo 2011;

®    Termine delle lezioni            8 giugno 2011.

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 08 Luglio 2010 11:32
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Libri di testo 2010/2011 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 02 Luglio 2010 11:16

Pubblicati gli elenchi dei libri adottati per il nuovo anno scolastico 2010/2011

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Libri

 
LEZIONI DI COSTITUZIONE: DALLE AULE PARLAMENTARI ALLE AULE DI SCUOLA PDF Stampa E-mail
Scritto da Giancarlo   
Sabato 05 Giugno 2010 20:56
A Scuola di Costituzione

 

Il 27 e 28 Maggio 2010 Giorgia Giantomassi e Gianluca Pica, studenti dell'ITSAS “Mazzocchi”, hanno partecipato alla cerimonia finale del concorso a progetto “Lezioni di Costituzione: Dalle aule parlamentari alle aule di scuola” . I due giovani erano accompagnati dai professori Bianca Maria Romano e Carlo Damiani, coordinatori del progetto voluto dal Ministero dell'Istruzione per promuovere uno studio maggiormente partecipato e una conoscenza più diretta della Costituzione e delle sedi istituzionali italiane.

Il 27 maggio i docenti e gli alunni delle scuole vincitrici del concorso (circa 60) sono state ospitate a Palazzo Madama, nota sede del Senato della Repubblica, hanno visitato il palazzo e l’aula dei senatori e successivamente, nell’Aula della 4^ Commissione, si sono intrattenuti con il Senatore Guido Possa e la Senatrice Silvana Amati. Nella seconda parte del pomeriggio sono intervenuti i Senatori Lucio Malan e Francesco Pardi ai quali i giovani presenti hanno rivolto domande sulla Costituzione Italiana e sugli ultimi provvedimenti legislativi approvati e in corso di approvazione al Senato ed alla Camera dei Deputati. Durante questo dibattito, tenuto con i quattro Senatori, si sono riscontrati opinioni diverse e pareri divergenti riguardo le ultime decisioni del Governo per fronteggiare l’attuale crisi economica, pur sempre rimanendo nel contesto della discussione intorno alla Costituzione italiana. Il secondo giorno è stato dedicato alla Cerimonia conclusiva del progetto. Nell’Aula di Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei Deputati, si è avuta la possibilità di ascoltare le parole del Presidente della Camera dei Deputati, on. Gianfranco Fini, e del Presidente del Senato della Repubblica, sen. Renato Schifani. DSCN5695

Al termine della cerimonia agli studenti dell'ITSAS “G. Mazzocchi” è stata consegnata una targa in ricordo della partecipazione dell'istituto al progetto ministeriale.

L'esperienza – a detta di docenti e alunni- è stata molto interessante ed istruttiva perché ha dato l’opportunità di visitare luoghi istituzionali dove prende corpo la vita politica e legislativa italiana. Sicuramente questa breve, intensa e suggestiva visita al cuore dello Stato

rimarrà impressa nei ricordi scolastici dei partecipanti.

Ultimo aggiornamento Sabato 05 Giugno 2010 21:18
 
L’integrazione possibile PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 20 Maggio 2010 15:39

Pubblichiamo  una bellissima lettera indirizzata alla Redazione dalla studentessa Chaimaa El Omari. Un bell'esempio di integrazione pacifica e solare che merita di essere portato alla conoscenza di tutti. Ecco il testo:

"OH, ANATRA!

 

Oh, Anatra in mezzo al cielo che stai tornando verso il tuo proprio nido, che stai per tornare al calore del paese d’origine, beata te…….

Oh, Anatra portami con te! non lasciarmi alla nostalgia, non lasciarmi ai sentimenti della mancanza!

Oh, Anatra! se passi al mio Paese, se passi sopra le montagne dell’Atlas, se passi da Casablanca, Marrakech e Agadir, se passi da Rabat, Fess e Mekness, porta a ciascuno di questi luoghi il mio saluto.

Oh Anatra, se voli sopra Oued-zem, la mia città, dille che sono io la sua fedele figlia, dille che sono io la sua fedele messaggera. E confidale che mi manca così come a te mancava  il tuo nido nei freddi momenti d’inverno.

Sapessi, Anatra, quanto mi manca l’ospitalità della sua gente! Dille anche che mi manca la bellezza della sua natura, che mi mancano i minareti delle sue Moschee, che mi manca la mia prima scuola, i miei primi maestri, quelli che mi hanno insegnato la dolcezza dell’Arabo.

Falle sapere, Anatra mia, che mi mancano tante tante cose del mio paese e della sua gente.

Mia dolce e fedele Anatra, ormai sono passati quattro anni dal giorno che ho lasciato il mio Paese. E se ti dicesse che  qualche volta sono tornata per pochi giorni rispondigli che è vero, ma poche gocce come possono estinguere la sete di tanti anni?

Oh, Anatra mia,  digli però di non preoccuparsi per me, che la mancanza e la nostalgia non mi faranno né morire né cambiare; che io sono sempre la stessa Chaimaa El Omari, figlia di una famiglia marocchina, musulmana di religione, Falle sapere che sono ancora fedele alle miei radici, alla mia cultura e alle mie tradizioni. Racconta alla mia terra che mi manca il calore della sua gente, anche se qui ho trovato il calore di tanta tanta gente, dai miei vicini di casa ai miei amici di scuola, ai miei insegnanti e l’affetto di tante persone, qualche volte incuriosite forse dal velo che porto, ma sempre rispettose della mia diversità di origini.

Oh, Anatra, anche qui pratico tranquillamente la mia religione, la mia cultura e le mie tradizione senza impedimenti e senza contraddizioni. Anche qui abbiamo la Moschea, è vero che è troppa piccola è senza minareto e abbiamo fatto tanta fatica per averla e mantenerla, ma finalmente l’abbiamo.

Oh Anatra, di’ al mio Paese che se non posso vedere le belle montagne dell’Atlas, ho comunque vicino le montagne del Gran Sasso, e che se non posso visitare i suoi mercati settimanali qui vado quasi ogni sabato al mercato settimanale di Teramo. Anche questa è una soddisfazione per me.

 È vero, mi mancano le due feste religiose nella quale tutta la città s’incontra e prega insieme, ma anche qui qualche comune mette a disposizione alla mia comunità musulmana lo spazio dove incontrarsi e pregare insieme. Qui sono molto buoni e anche questa è una soddisfazione per me.

Oh Anatra, se la mia Terra dovesse chiederti se qui ci sono dei pregiudizi e delle discriminazioni falle sapere che sono marginali e particolari e che in ogni modo che questi casi non si possono utilizzare per fare delle sciocche generalizzazioni.

Fa’ sapere alla mia cara Terra che qui ci sono tante persone che percepiscono la nostra presenza come una risorsa e una ricchezza.

Oh, Anatra! dì al mio paese di non preoccuparsi per me, perché anche qui  sto preparando il mio futuro insieme alla gente del posto, che mi ha reso parte del suo futuro e che non mi ha escluso.

Oh Anatra, chiedo tutto questo a te perché in fondo io e te siamo molto simili: lontane dalle origini che pur non dimentichiamo, ma entrambe consapevoli che laddove c’è esigenza si fa il proprio nido."

 

 

 

 
Una palestra per la nostra scuola PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 20 Maggio 2010 15:55

E’ da tutti risaputo come dedicare un po’ del nostro tempo libero alla pratica di un qualsiasi sport giovi alla nostra salute e al fisico, perché una mela al giorno non è ormai più efficace!!

All’interno delle scuole l’educazione fisica viene praticata per due ore a settimana, il minimo proprio per tentare di appassionare i giovani o quantomeno il minimo per evitare che diventino delle barche senza vela.

In questi ultimi anni si sono susseguite riforme, prima di un governo poi dell’altro, che però non hanno mai riformato questa parte del sistema scolastico.

In pratica, stiamo sulla buona via dell’obesità all’americana.

Sicuramente due ore a settimana sono poche, ma zero lo sono ancora meno. Ah, certo non posso dire zero, perché in realtà gli insegnanti ci sono e le valutazioni sul registro anche, ma sono le condizioni che mancano. Ed oltre ad esse anche il mantenimento delle tante promesse che ho sentito in questi quattro anni.

Per quanto possa sembrare banale credo che una scuola senza palestra sia come una scuola senza insegnanti, senza alunni o senza banchi. Nella società scolastica, come nella società globale, un fattore mancante stravolge ogni organizzazione.

La scuola siamo noi studenti. Siamo come materia prima per le industrie di produzione. Senza di essa la fabbrica non può produrre. Senza studenti la scuola non sarebbe tale. Ed è per questo motivo che secondo la buona e ormai inusuale teoria dovremmo essere portati sul palmo della mano o quantomeno vorremmo ricevere la garanzia che i mezzi ci siano e che siano in stato ottimale.

Da noi però tutto si segue, tranne che la teoria.

Nella pratica infatti il nostro Istituto non dispone di una palestra per le attività fisiche, e il sito di cui usufruiamo attualmente non dispone delle condizioni minime di salubrità.

Si tratta di un campetto da calcio coperto da un gigantesco pallone, all’interno del quale d’estate rischiamo d’esser asfissiati lentamente dall’afa e dal caldo che provocano il surriscaldamento della parete esterna e di conseguenza dell’area interna. Come se non fosse già abbastanza c’è da considerare l’aria consumata da noi studenti sommata al cattivo odore che il surriscaldamento del materiale provoca. E’ tale e quale ad un lento strangolamento polmonare.

D’inverno, pensiamo, non dovrebbero esserci problemi. Tutt’altro! Chi viene esonerato dall’attività per problemi di salute e resta in panchina rischia di subire la metamorfosi in pinguino mentre chi praticando un po’ di movimento pensa di scamparla, rischia il doppio! Ciò in quanto a fine lezione siamo obbligati a tornare negli spogliatoi distaccati, sia che ci sia il solleone, la tramontana, la pioggia, la neve o la bufera.

Per non considerare la distanza che intercorre tra la scuola e il luogo in questione, che nella quotidianità appare nulla, ma in orario scolastico incide molto. Perciò perdiamo tempo per recarci negli spogliatoi, tempo dagli spogliatoi al “pallone”, tempo dal “pallone” agli spogliatoi e altro tempo (come se normalmente ne avessimo in avanzo) per tornare a scuola. Tornati a scuola il/la professore/ssa dell’ora successiva si concede altri cinque minuti per lamentarsi (giustamente) del fatto che siamo tornati in ritardo in classe.

Il luogo sereno per eccellenza, all’interno del quale gli studenti devono ricevere lezioni non solo di storia, matematica, tedesco o economia ma soprattutto di vita, diventa un inferno di stressati.

Cosa dovremmo apprendere dalla scuola? Ho il sospetto che la cultura del disservizio e del pressapochismo, tanto cari al nostro fare mediterraneo, trovino forti radici salde proprio nelle scuole del Regno...

Ma non tutti sono disposti a soprassedere. Sono ormai tanti quelli non più disposti a tollerare false promesse o ritardi. Vorremmo vedere realizzato ciò che avremmo dovuto vedere anni fa come splendido progetto (cartaceo). Chiediamo solo considerazione, niente di più.

Anche il nostro Dirigente d'Istituto, in un incontro informale, ha affermato che la situazione in cui ci troviamo non è più accettabile e nel caso non venga risolta entro tempi relativamente brevi provvederà con il divieto dell'insegnamento pratico della materia. Anche secondo il suo punto di vista sono soprattutto le condizioni sanitarie a non raggiungere gli standard minimi di igiene. Questa scelta radicale del Dirigente provocherebbe sicuramente lamentele di insegnanti e alunni che vedrebbero vanificarsi le sole due ore di sport a scuola. Insomma, oltre al danno, anche la beffa!

Nella speranza che stavolta il movimento di dissenso, da parte del preside, degli insegnanti e degli alunni,  nei confronti di chi ci deve un luogo sicuro e pulito in cui praticare la nostra attività, arrivi a chi di dovere, posso solo dire con molta malinconia: obesità, stiamo arrivando!

                                                                                                                             La Redazione dell'ITSAS “G. Mazzocchi”

Ultimo aggiornamento Giovedì 20 Maggio 2010 15:58
 

Info


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Polo Scolastico, Pennile di Sotto, Via Marche n. 1 - 63100 Ascoli Piceno

Tel. 0736343969 - Fax. 0736349930

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